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Mercato Contadino. Il baratto amministrativo è legge dello Stato, perché non si applica?

Il baratto amministrativo è normato dal DL 133. Perché allora non si può applicare al Mercato Contadino Sangalli?

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Quando lo scorso anno avviamo il progetto del Mercato Contadino al Parco Sangalli, ci orientammo sul realizzare non solo il classico mercatino, ma uno strumento di ricqualificazione, promozione e valorizzazione del territorio. Non solo vendita diretta, quindi, ma anche eventi sui beni comuni, antimafia, formazione ambientale, promozione della storia e dell’archeologia del territorio, progetti di sostegno internazionale. Oltre a ciò l’idea di contribuire alla rinascita materiale del territorio attraverso interventi diretti di ordinaria manutenzione del Parco. Abbiamo interrogato il territorio su questa idea: decine di cittadini, commercianti di zona, riunioni, mail. Abbiamo migliorato il progetto con quello che ci è stato suggerito, ma soprattutto abbiamo avuto la conferma condivisa che fosse una buona idea.

Quello che abbiamo pensato/condiviso lo abbiamo messo in campo. E quindi non solo il Mercato Contadino dell’Agro Romano. Ma anche la giornata del Good Deeds Day, la passeggiata di Jane’s Walk, l’evento antimafia Spiazziamoli, le passeggiate nella storia dell’Associazione GoTellGo, La piccola biblioteca alessandrina, il banco dell’Associazione Vale la Pena, la distribuzione di materiale sul corretto uso del parco etc etc. Promozione, riqualificazione, valorizzazione, socialità, cura del bene comune.

Il Mercaro per noi, lo ripetiamo, è uno strumento. E quindi il progetto doveva essere in grado di rispecchiare questa idea e di sostenersi. Lo abbiamo immaginato in questo modo sia perché teniamo al nostro quartiere e sia perché dal Novembre 2014 esiste una legge dello Stato (il DL 133) che all’articolo 24 promuove queste idee di “cura del bene comune” da parte dei cittadini e delle associazioni. E lo promuove garantendo degli incentivi, ovvero lo sconto o l’esenzione dai tributi.

Ecco il testo della legge:

DL 133 – Articolo 24

Misure di agevolazione della partecipazione delle comunita’ locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio

1. I comuni possono definire con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati, purche’ individuati in relazione al territorio da riqualificare. Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalita’ di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano. In relazione alla tipologia dei predetti interventi, i comuni possono deliberare riduzioni o esenzioni di tributi inerenti al tipo di attività posta in essere.

L’esenzione e’ concessa per un periodo limitato e definito, per specifici tributi e per attività individuate dai comuni, in ragione dell’esercizio sussidiario dell’attività posta in essere. Tali riduzioni sono concesse prioritariamente a comunità di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute.

In buona sostanza il baratto amministrativo è legge dello Stato. Ed è una legge che promuove attività come la nostra attraverso un incentivo economico indiretto: visto che migliori il posto dove vivi ti faccio uno sconto sulle tasse. Un’idea banale che in altri paesi c’è da tanto tempo. Un’idea civile. Un’idea che consentiva a noi di abbattere i costi fissi dell’impresa, garantire prezzi bassi nel mercato, liberare fondi per i progetti internazionali di volontariato dell’Associazione futura e consentiva al quartiere di avere una manutenzione ordinaria di uno spazio pubblico degradato.

Attualmente il Comune di Roma non ha un regolamento che declini localmente il baratto amministrativo e quindi l’applicazione è affidata alla discrezionalità dell’Ente Pubblico. Una discrezionalità in realtà nei fatti già superata in quanto da Marzo a Luglio il Municipio Roma 5 ce lo ha già concesso, ripetendo l’idea durante alcuni eventi estivi e, infine, consolidando la prassi con la convenzione stabilita con la Compagnia di Teatro Itinerante che ha in cura il Parco Madre Teresa di Calcutta (fino al Dicembre del 2016!).
Infine il Municipio, per voce del suo Presidente e Assessore all’Ambiente, non ha mai fatto mistero di voler usare questo strumento per gestire spazi che, allo stato attuale, non hanno manutenzione. Bene. Anzi ottimo.

E allora per quale motivo adesso c’è questo dietrofront da parte del Direttore e Dirigente U.O.T. del Municipio Roma 5? Per quale motivo si è deciso di andare contro una direttiva di Giunta dello scorso 4 Agosto 2015? Cosa sta succedendo? Non possiamo credere che ci siano problemi di ordine legislativo in quanto la legge di riferimento nazionale esiste e muove a nostro favore. Non possiamo di sicuro accettare ci sia un problema di discrezionalità in quanto quegli uffici hanno già accordato lo strumento in varie altre occasioni.

Per questo noi abbiamo richiesto la trasmissione formale delle motivazioni, in quanto allo stato attuale non sappiamo perché sia stata negata la convenzione. Ma non ci siamo fermati. Aiutati da alcuni cittadini che ci stanno dando con suggerimenti e indicazioni, ci siamo messi a studiare e abbiamo scoperto una cosa interessante.

L’anima la legge non è “chiu esenzione pi’ tutti!” No no. Per concedere l’esenzione l’ente deve esigere esista connessione fra “attività posta in essere e tributo interessato”. Se chiedi che ti venga tolto un tributo, lo devi chiedere perché quello che fai ha una relazione diretta col tributo di cui chiedi l’esenzione. Come anche dire: visto che svolgi un’attività per il bene comune, non puoi essere tassato per l’attività che stai svolgendo. Ci sembra corretto.

A questo punto ci siamo fatti qualche domanda, rimanendo fedeli alla lettera del testo. Il Mercato Contadino (ci riferiamo solo al mercato di vendita diretta) per il solo fatto di essere installato ogni sabato abbellisce l’area? Noi crediamo di sì. Il Mercato Contadino (ci riferiamo solo al mercato di vendita diretta) promuove l’area? Visto che fa arrivare gente da tutta Roma crediamo proprio di sì! Se aggiungiamo al semplice mercato di vendita diretta, gli eventi integrativi che abbiamo fatto durante questi mesi possiamo tranquillamente affermare che il Mercato Contadino è un progetto che promuove la riqualificazione, la promozione e la valorizzazione di un territorio. E questo lo fa indipendentemente se i contadini eseguano o meno le pulizie. Crediamo di non dire un’eresia affermando che per il solo fatto di esistere il Mercato Contadino dovrebbe ottenere l’esenzione del COSAP

Da questo punto di vista il progetto che abbiamo depositato il 21 Gennaio scorso durante la conferenza dei servizi parla chiaro: il Mercato Contadino non è solo un mercato di vendita diretta ma una costellazione di eventi/attività volte alla promozione, riqualificazione e valorizzazione del territorio. In ultimo si aggiunge anche l’attività di pulizia, a cui noi teniamo tantissimo perché è fatto concreto, è segno tangibile, è “pietra” che testimonia come questo Mercato sia uno strumento di riqualificazione materiale del territorio.

Alla luce di questo ragionamento, che in tutta onestà riteniamo non campato in aria, riteniamo che Direttore e Dirigente si stiano assumendo una responsabilità enorme: privare un quartiere di un servizio di pulizia, socialità, formazione, valorizzazione e riqualificazione territoriale a fronte di un quadro normativo che lo giustifica e lo promuvoe vuol dire assumersi una responsabilità di tipo politico che non compete a loro in quanto corpo amministrativo.

A questo punto non è più un problema del Mercato Contadino, è un problema che riguarda l’assetto istituzionale di questa città in cui esistono due poteri, politico e burocratico, che sono fra loro in conflitto. Mentre appare sempre più chiara l’impotenza politica sulla burocrazia, appare viceversa sempre più chiaro la forte influenza esercitata sulla politica dalla burocrazia.

La negazione della convenzione al Mercato Contadino ci appare sempre di più come una scelta. Non riusciamo a vederci l’applicazione della legge, ma la scelta “discrezionale” di ignorare un quadro normativo che supporta il nostro progetto e la scelta “discrezionale” di ignorare un’indicazione politica che avallava il nostro progetto. Questo è un fatto gravissimo e pensiamo che riguardi tutti noi, tutti i cittadini, tutte le associazioni.

Per questo invitiamo tutti a firmare la petizione su Change.org che è la base su cui porteremo avanti le prossime iniziative. Perché ce ne saranno altre e anche tante.

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