Progetti

Proposte per migliorare la mobilità sull’asse via Tor Pignattara – via Porta Furba

Analisi e proposte per migliorare la mobilità ciclopedonale di via Tor Pignattara e via di Porta Furba fino a via Tuscolana

Quanto segue è il verbale dell’analisi e la sintesi delle proposte emerse nei tavoli del laboratorio di mobilità e urbanistica del C.d.Q. Tor Pignattara, riguardante la viabilità motorizzata e pedonale nell’asse Via Torpignattara-Via di Porta Furba dall’incrocio con Via Aicardi all’incrocio con Vicolo di Porta Furba.

Criticità

Caso 1

Su Via di Tor Pignattara, angolo Via Aicardi (lato destro in direzione Arco di Travertino) non esiste un adeguato attraversamento pedonale e i cittadini sono costretti (su quel lato) ad occupare la sede stradale o a dover compiere due attraversamenti, presso un’area di alto congestionamento.

Dal semplice rilievo dal vivo appare evidente che uno dei varchi dell’acquedotto romano ivi presente, incluso su proprietà privata, è occluso da materiale edile sul versante via degli Angeli mentre, sul versante della Casilina, è occluso dal terrapieno di via Aicardi.

Caso 2

Altro punto pericoloso è il cosiddetto “ponticello di via degli Angeli” dove non è presente marciapiede su entrambi i lati. Ci troviamo sempre su via di Porta Furba tra l’incrocio con Vicolo di Villa Berta e Via degli Angeli.

Caso 3

Altro punto di particolare pericolo è rappresentato dall’attraversamento dei sottopassi di Via di Porta Furba. Come si evince dalle foto esiste un solo marciapiede (non protetto) sul lato destro (rivolti verso Arco di Travertino) e non esiste nell’altro lato. Spesso – a causa della fitta vegetazione presente – la marcia viene impedita da rami caduti oppure dal fogliame in eccesso.

Possibili soluzioni

Caso 1

Nel primo caso la soluzione possibile sarebbe la rimozione, sul lato di via Aicardi, di parte della scarpata in modo da liberare l’arco dell’Acquedotto e contestualmente procedere all’esproprio di circa 30mq di area privata (sull’altro lato) per consentire di creare un piccolo disimpegno stradale in cui convogliare la marcia dei pedoni dopo aver liberato il varco dalla materia cementizia che attualmente lo occlude.

Area dell’intervento. Tra le due aree andrebbe riaperto l’arco dell’acquedotto ora riempito di materia cementizia recente

Caso 2

Per quanto concerne il ponticello la progettazione appare più complessa in quanto la realizzazione di un marciapiede prevede necessariamente la contrazione della sede stradale e delle carreggiate. Appare chiaro che in tal sede l’intervento preveda una progettazione di più ampio respiro con la creazione di manufatti nuovi e non la semplice “liberazione” di varchi esistenti.

Nello specifico in sede di laboratorio è emersa la possibilità di allargare la sede sulla destra (direzione Arco di travertino) erodendo una piccola porzione di un’aiuola verde in elevato. Un allargamento della carreggiata esistente di circa 60mq, che copra l’intera lunghezza del ponte (circa 27m) erodendo circa 2mt lineari di aiuola. Questo allargamento creerebbe le condizioni per creare almeno un marciapiede di 1,5mt lineare di larghezza per consentire il transito pedonale. L’intervento che va verificato in quanto la presenza di alcuni tubi di dispersione fa pensare alla presenza di sottoservizi non meglio precisati.

Area dell’intervento

L’intervento per quanto concerne i sottopassi appare assai più complessa vista la conformazione delle opere esistenti.

Preliminare a qualsiasi interventi appare essenziale una bonifica delle scarpate con interventi di contenimento della diffusione della vegetazione, in particolare attraverso la rimozione degli arbusti di Alianto e la loro sostituzione con essenze arboree maggiormente gestibili. 

Caso 3

Per quanto concerne invece gli interventi migliorativi, a meno di non riprendere il vecchio progetto di allungamento di Via Filarete fino a Villa Furba (l’uscita della “tangenziale interna” è visibile sul corpo delle mura della Porta Furba entrando da via Tuscolana), appare chiaro che si tratta di attività che coinvolgono non solo il comune ma anche RFI che è proprietaria di 1 cavalcavia su 3.

I tre sottopassi

Allo stato attuale dunque come intervento immediato si propone la bonifica dell’intero tratto dall’incrocio con la Batteria di Porta Furba, fino all’uscita dall’ultimo cavalcavia all’altezza del vicolo di Porta Furba. Attualmente la situazione è discreta, ma andrebbe resa permanente con interventi di rimozione dell’ailanto presente in modo massiccio nell’area.

Parallelamente si può verificare lo stato di fattibilità del vecchio piano di tangenziale interna che prevedeva l’allungamento di Via Filarete fino a Via di Porta Furba.

Appare essenziale e propedeutica una riunione con Assessori alla Mobilità e LL.PP. del Municipio Roma VII e il responsabile tecnico RFI della tratta che insiste sui cavalcavia. 

Questo documento è stato inoltrato in data 7 luglio 2019 al Presidente del Municipio, Assessore ai LL.PP. e presidente Commissione V del Municipio