Lo scorso 18 Dicembre, insieme alle tante comunità che questo territorio lo vivono e lo usano, abbiamo pulito il Parco Sangalli, Largo Pettazzoni e l’area giochi dei bambini.

Sono circa 5 anni che ci occupiamo del parco con regolari pulizie volontarie. Per 12 mesi, inoltre, lo abbiamo curato impiegando 20 disoccupati per una pulizia quotidiana, pagandoli con i fondi messi a disposizione dal CESV. Abbiamo poi promosso il Mercato Contadino che per 6 mesi ha pulito il Parco anche con il nostro aiuto (sempre volontario).
Possiamo quindi dire, a testa alta, che in quest’area del quartiere abbiamo profuso un impegno straordinario. E lo abbiamo fatto GRATIS.

In questi mesi non abbiamo mai smesso di pungolare le istituzioni sulle loro responsabilità, perché un’area così importante e vitale come questa, una delle poche aree verdi del nostro quartiere, con un bene archeologico come l’Acquedotto Alessandrino, non può essere abbandonata a se stessa così a lungo, soprattutto in virtù della comunità che in questi anni si è aggregata intorno al parco per tutelarlo e proteggerlo.

Noi crediamo che il parco Giordano Sangalli sia stato fin troppo a lungo vittima di marginalizzazione e abbandono da parte delle istituzioni che lo hanno in carico, e ora che si è completato il passaggio dal Dipartimento delle Periferie (che è stato smantellato) al Dipartimento Ambiente chiediamo con forza che vengano attivate immediatamente delle misure per ripristinare una situazione di “normalità”.
Misure che abbiamo più volte indicato in precedenti lettere e comunicazioni, che non richiedono chissà quali spese ingenti e che prevedono, oltre al ripristino del Mercato Contadino Sangalli, la messa a bando della struttura che ospita attualmente il bocciofilo “Sandro Pertini” di largo Pettazzoni.

Questa struttura – che potrebbe essere il naturale presidio nel parco, contribuendo a rivitalizzare il tessuto sociale di chi lo frequenta – attualmente è ridotta a un fantasma urbano: poco frequentato, assolutamente invisibile al territorio, incapace di incidere positivamente sullo stato di cose esistenti.

Per questo motivo viene spontaneo porci alcune domande:

  1. Con quali fondi va avanti la struttura vista la scarsa frequentazione?
  2. Quanti associati reali conta?
  3. L’attuale gestione ha previsto interventi di manutenzione della struttura (che è pubblica) visto lo stato di avanzata senescenza (con particolare riferimento alle muffe, al tetto rotto, agli infissi mal messi)?
  4. Quali attività l’attuale gestione organizza per la comunità e come partecipa alla tutela, manutenzione e cura del bene comune su cui si affaccia?

Noi le risposte le sappiamo da tempo. Le conosce anche il Municipio e il Comune. Per questo motivo da tempo chiediamo che quella struttura venga ripresa in mano dall’amministrazione pubblica e venga messa a bando per un’assegnazione trasparente ad una o più realtà associative capaci di creare un presidio attivo sul territorio.
Una casa del parco che possa curare l’area, offrire servizi, socialità, integrazione, accogliendo persone di ogni genere e età.

Per questo motivo oggi più che mai chiediamo al Municipio (nella persona del Presidente Boccuzzi e del Direttore Ciminelli) di dare finalmente attuazione alla memoria di giunta n°11 del 7/4/2016 e trasformare lo spazio nella Casa del Parco.

C’è bisogno veramente di un’azione forte, di un gesto politico, che dia una prospettiva di futuro all’area.

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