Comunicato Stampa

Di fronte ai complessi scenari che si sono aperti dopo l’attentato terroristico di Parigi, ancora una volta il nostro quartiere Tor Pignattara è tornato ad essere il “palcoscenico mediatico” perfetto per quel giornalismo deontologicamente scorretto, perpetrato con l’obiettivo fin troppo evidente di rapire l’attenzione di un pubblico interessato al processo televisivo e rassicurato dalla constatazione che ogni paura sia territorialmente circoscrivibile.

Stanno andando in onda servizi televisivi già confezionati mesi e anni fa, in occasione di fatti di cronaca ormai noti, attraverso i quali quel giornalismo ha potuto intessere la trama di un luogo degli orrori, così trasformato non già dall’assenza di buone pratiche di politica e di socialità, ma piuttosto da invasori stranieri, intenzionati a radicarsi su un territorio al solo fine di prenderne possesso, imporre delle nuove regole.

Ma a coloro che, come singoli cittadini o impegnati in associazioni culturali e di volontariato, ogni giorno lavorano per favorire un processo di integrazione e di rispetto fra culture e religioni, ormai ben radicato nella comunità, questa prassi di stupro mediatico – al quale questo giornalismo scorretto e perverso sta abituando l’opinione pubblica – appare la prima vera minaccia alla convivenza civile e ai valori dell’accoglienza. Gli operatori e le operatrici nel volontariato e nella cultura, gli insegnanti e le insegnanti delle scuole, gli educatori e le educatrici laici e religiosi e i tanti cittadini e le cittadine che si riconoscono in un progetto di costruzione di una comunità multietnica, interreligiosa, rispettosa delle diversità, non si riconoscono in questo quadro mistificatorio che dipinge Tor Pignattara come l’esempio da portare di fronte all’opinione pubblica per avere il suo consenso nell’innescare l’ennesima campagna xenofobica.

Tutti noi che contribuiamo ogni giorno a costruire in questo quartiere una comunità che sia esempio di impegno civile, di rispetto reciproco, di convivenza culturale e interreligiosa, desideriamo manifestare il nostro dissenso nei confronti di questa prassi giornalistica che mistifica e violenta sia la nostra immagine di comunità sia di cittadini impegnati socialmente e culturalmente. Lo facciamo chiedendo visibilità per Ie centinaia di progetti culturali e sociali che portano avanti quotidianamente le tante organizzazioni di volontariato e le associazioni culturali presenti su questo territorio. Lo facciamo chiedendo a quel giornalismo deontologicamente scorretto di non violentare più questo quartiere, nè di mistificarne più i suoi caratteri così peculiari. Lo facciamo chiedendo anche alle organizzazioni politiche di non utilizzare più quella perversa prassi giornalistica come strumento di raccolta di consenso.

Invitiamo tutte le associazioni culturali e del volontariato che desiderano unirsi a questa manifestazione civile di segnalare qui di seguito le proprie attività miranti allo svolgimento di progetti di integrazione sociale e religiosa e di valorizzazione culturale della comunità territoriale, al fine di promuovere una conoscenza più corretta delle molte realtà valorizzanti presenti nel quartiere.

Infine vi chiediamo di unirvi alla campagna lanciata sui social network attraverso l’hashtag ‪#‎atorpignacomandoio‬, con l’obiettivo di provocare un ripensamento sull’approccio deontologico e professionale di quei giornalisti che hanno contribuito alla creazione del quadro volutamente mistificatorio di Tor Pignattara.

Associazioni firmatarie
Comitato di Quartiere Torpignattara
Albero dei Gelsi-Genitori scuole pzza Cardinali
Alice nel paese della Marranella
AltraMente – Scuola per tutti
Asinitas
Bianco e Nero
Cemea del Mezzogiorno
Città delle Mamme
Clandestina
Ecomuseo Casilino
Futura
Gruppo Scout Roma97
Jaghalò Romanò
La Cattiva Strada
M.U.Ro
Pisacane 0-11
Teatro Studio Uno

Annunci