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Parco Sangalli: è di nuovo emergenza

Il Parco Sangalli è di nuovo una latrina. Va trovata una soluzione definitiva. Le nostre proposte.

Dopo 12 mesi Tor Pignattara si è risvegliata dal sogno: il Parco Giordano Sangalli pulito, utilizzabile, meraviglioso. Un sogno costruito grazie al nostro progetto Sangalli Community Value (finanziato dal CESV) che ha impiegato per 12 mesi una squadra di disoccupati di zona per la manutenzione quotidiana (5 giorni a settimana) dell’area.

Finito il progetto, si torna all’emergenza. Da almeno un mese, infatti, il parco è tornato esattamente come un anno fa: una discarica a cielo aperto, come da foto gentilmente concessaci dalla testata VIAVAI.

Le colpe sono ormai note.

Da un lato c’è il Dipartimento delle Periferie che millanta assenza di fondi, ma in realtà, secondo noi, palesa assenza di buon senso, visto che non è stato capace di far tesoro delle nostra esperienza con scuse, regolamenti, cavilli etc.

Dall’altro c’è la burocrazia municipale che, privandoci del Mercato Contadino (con una serie di giustificazioni in “legalese” che non stiamo qui a raccontare), ci ha sottratto uno strumento pulizia e vivificazione che noi avevamo messo in campo proprio per gestire situazioni di emergenza come queste.

In quest’ultimo anno crediamo di aver ampiamente dimostrato che un parco diverso è possibile. E non ci vogliono i fantastiliardi, i progettoni, le cubature, gli interventi di privatizzazione “gentile”. Ci vuole efficienza, attenzione al dettaglio e capacità di gestione. Noi l’abbiamo garantito. E stupisce constatare che l’amministrazione della Capitale d’Italia sia meno “brava” a risolvere un problema di un manipolo di cittadini volenterosi.

Per inciso ci preme far notare che il nostro operato ha ampiamente dimostrato che il cosiddetto “decoro pubblico” non è un passatempo per borghesi annoiati o peggio ancora un “manganello” da roteare per dare forza a grottesche tesi razziste. Il decoro, secondo noi, è rispetto della dignità della persona e, quindi, prima di tutto è strumento per creare diritti, welfare e integrazione (disinnescando l’orrendo pregiudizio che vede nel “nero” di turno la causa di ogni male). Questo abbiamo fatto con il progetto Parco Sangalli Community Value. Una buona pratica che andava presa così com’era e riutilizzata. Subito. E invece…

Dopo la fine dei fondi del nostro progetto abbiamo tenuto duro per qualche altro mese. Abbiamo usato le poche risorse a nostra disposizione e abbiamo chiesto ad un operatore di darci una mano lavorando volontariamente. Ora, però, non ce la facciamo veramente più. Ci piange il cuore vedere il parco su cui abbiamo buttato il sangue ridotto ad una latrina, ma ora la palla passa all’amministrazione che ha il dovere di farsi carico del problema. In via definitiva.

Chiariamo subito un punto: non è un’impresa titanica. Lavorando sul parco abbiamo capito che per ottenere risultati dignitosi bastano appena 8 ore settimanali di manutenzione ordinaria (rimozione dei rifiuti, cambio dei sacchetti nei cestini etc.). Praticamente 90 minuti di lavoro al giorno. È il presidio stesso a fare la differenza, a determinare cambiamento di atteggiamenti e abitudini, a sollecitare una maggiore cura collettiva del luogo.

Così come siamo sicuri che per rendere decoroso il Parco Giordano Sangalli ci voglia poco, allo stesso modo siamo certi che la soluzione definitiva richieda tanto (troppo) tempo.
L’intrico burocratico che sta in capo a quel pezzo di verde è da mal di testa (o voltastomaco): competenze esclusive, incrociate, assenza di fondi, presenza di vincoli… Un vero delirio.

Per questo motivo ci permettiamo di proporre una exit strategy che possa nel giro di poche settimane stabilizzare la situazione in attesa di una soluzione definitiva:

  • prima di tutto un’immediato intervento straordinario di bonifica dell’intera area per evitare che in pochissimo tempo si arrivi ad un punto di non ritorno;
  • poi si può scegliere fra due possibilità a tempo determinato:
    • trovare il modo di finanziare il nostro progetto di pulizia attraverso l’impiego di cittadini del quartiere disoccupati;
    • riattivare il Mercato Contadino secondo la formula già sperimentata che prevede lo sconto del COSAP a fronte del servizio di pulizia dell’area;

Questa è la nostra proposta. Ovviamente l’amministrazione è liberissima di ignorarla e procedere in altro modo, ma qualsiasi cosa dedica di fare, lo deve fare in fretta. Anche perché il danno subito dai cittadini per questo stato di cose è incalcolabile, così come è ormai palese la violazione sistematica dei più elementari diritti del cittadino.

Pretendiamo che il Parco Sangalli sia pulito e lo sia in tempi brevi. Pretendiamo che il Parco Sangalli diventi una priorità per questa Amministrazione. Pretendiamo, infine, che la cura e il decoro dell’intero quartiere sia la normalità e non la condizione straordinaria determinata dalla buona volontà dei cittadini.

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