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Mercato Contadino: la strana storia di un successo che non si vuole continuare

Perché non riesce a ripartire il mercato contadino al sangalli? Proviamo a dare qualche risposta

Lo scorso Maggio incontrammo il Dipartimento delle Periferie per chiarire definitivamente i progetti del Comitato sul Parco Sangalli. In primis il progetto del Mercato Contadino, condiviso con l’Associazione Futura e l’Associazione per l’Ecomuseo Casilino.

Lo staff dell’allora assessore Nieri e i dirigenti dipartimentali, chiariti tutti gli aspetti “formali”, concordarono che l’iniziativa era di gran valore e importanza. Per tale motivo il Dipartimento inviò una lettera al Municipio in cui si dava l’ok al rinnovo dell’esperienza.

A seguito di questa lettera fu possibile rinnovare il Mercato a Luglio e programmare con le aziende l’avvio della stagione autunnale. Dopo tale passaggio chiedemmo al Municipio e in particolare all’allora direttrice Orsi di mettere in campo gli strumenti necessari per stabilizzare l’esperienza. Ci fu risposto che era necessario un bando, accogliemmo la notizia con favore perché, sebbene nel caso specifico non sia strumento necessario (i mercati contadini fanno riferimento ad un quadro normativo del Ministero dell’Agricoltura molto diverso da quello dei tradizionali mercatini commerciali), era strumento di chiarezza e trasparenza.

Da allora sono passati tre mesi e non sappiamo più quanto lettere protocollate e richieste d’incontro abbiamo fatto. La giunta Municipale quasi un mese fa emanò una direttiva in cui dava mandato al Direttore di redarre il bando ed esplicitava che fino quando tutto l’iter non si fosse concluso era possibile prorogare il Mercato Contadino.

Alla luce di questa notizia proponemmo subito un calendario alla Dott.ssa Orsi con partenza il primo sabato utile di Settembre, ma la direttrice di fatto si rifiutò di andare avanti con la procedura in quanto era in procinto di essere trasferita (per via del procedimento di rotazione dei dirigenti municipali voluto dal Comune). Che strano: nel mondo reale quando qualcuno viene trasferito si affretta a chiudere le pratiche aperte per fare il passaggio di consegne “pulito”. E invece in questo caso la Dott.ssa decise di bloccare tutto.

Arrivato il nuovo direttore venne avviato un riordino delle competenze e delle responsabilità fra gli uffici che di fatto bloccò di nuovo la situazione. Da quanto ne sappiamo l’attuale Direttore ha redatto il bando per il Mercato Contadino (nelle cui more dovrebbe realizzarsi la proroga dell’attuale) che però ancora non vede la luce.

Stante la situazione, dall’inizio di Settembre stiamo cercando di capire come dar seguito alla direttiva di giunta. Ad un certo punto siamo stati contattati con la bella notizia: “Potete ricominciare! In attesa che venga definita la convenzione con cui viene scomputato la tassa di occupazione del suolo pubblico, intanto la pagate. Poi quando la convenzione partirà tornerà tutto come prima dell’estate in attesa della conclusione dell’iter del bando”. Finalmente! Tutto a posto? E invece no. Il nuovo titolare della procedura è l’U.O.T. che per andare avanti ci richiese prescrizione da mercato coperto: allacci in fogna, piani vidimati da un ingegnere e altre delizie (per capirci alcune di queste prescrizioni non le ha neanche il Mercato del Pigneto).
Una lista che, a ben vedere, avevamo già smarcato lo scorso 21 Gennaio in occasione della conferenza dei servizi con cui avviammo la prima stagione del Mercato. Questi dati, quindi, sono già in possesso dell’amministrazione ma per qualche oscuro motivo devono essere forniti nuovo.

Alla luce di questa follia dai tratti kafkiani, decidemmo di richiedere un incontro per chiarire tutto documenti e leggi alla mano. Sono quasi 3 settimane che attendiamo che il dirigente dell’U.O.T. ci dia appuntamento. Nel frattempo abbiamo inoltrato ben due relazione in cui spieghiamo perché tali prescrizioni non si applicano. Ma niente. Proprio non si riesce a far ripartire questo benedetto Mercato.

A questo punto cominciamo a masticare amaro e a pensare molto male. Perché non si riattiva un evento che ha avuto un successo straordinario? Perché ignorare la richiesta di centinaia di cittadini che lo stanno richiedendo a gran voce? Come mai tutte queste complicazioni mentre altre cose si fanno in quattro e quattr’otto (vedi la DD per il giostraio del Parco Madre Teresa di Calcutta)? Ma soprattutto com’è possibile che nel 2015 un dirigente pubblico non riesca ad incontrare delle associazioni per chiudere una pratica che in realtà era chiusa dal 21 Gennaio 2015????

Eh sì, ci viene proprio da pensar male, purtroppo. Perché quando troppi ostacoli vengono messi davanti ad un cammino vuol dire che il cammino lo si vuole bloccare. E diciamo di più. A questo punto quasi speriamo che ci sia la volontà di bloccare questa esperienza, altrimenti ci troviamo di fronte a qualcosa di ben più grave: una colossale inefficienza da parte di un’amministrazione pubblica. Inefficienza che, nel 2015, non è tollerabile. Se non si riesce a chiudere questa pratica semplice e di fatto già chiusa, figuriamoci altre cose si maggiore importanza!

Intanto il tempo passa e i contadini si stanno giustamente chiedendo che senso abbia far parte di un progetto così incerto. Qualcuna già se ne è andato. Altre lo stanno per fare.

Il futuro del Mercato, purtroppo, è attaccato ad un filo che l’inedia della burocrazia sta sempre più assottigliando.

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